Riflessione sul Reiki

Dopo quasi cinque anni di volontariato, mi rendo conto che la strada per diffondere il Reiki in Italia è ancora molto lunga.
A parte casi isolati di volontariato in ospedale, case di cura, di riposo e quanto altro, non esiste al momento alcuna sperimentazione seria, portata avanti allo scopo di equiparare il Reiki ad altre tecniche olistiche (shiatsu, agopuntura ecc), ma perché questo? Il mondo ospedaliero che ho imparato a conoscere bene, si basa solo su riscontri oggettivi, dati inconfutabili ecc. ma soprattutto diffida di tutto ciò che risulta incomprensibile al loro linguaggio. Se parli di energia vitale, vogliono saperne di più, ovvero di cosa si tratta, come si prende, quali differenze ci sono tra le altre energie (elettrica, meccanica ecc.), insomma appare troppo semplice dire che il Reiki funziona e basta e che non servono spiegazioni. L'essere umano è complicato, cerca solo cose complesse perché crede che la complessità sia indizio di credibilità. Inoltre essendo abituati ad associazioni classiche di volontariato, difficilmente riescono a dare fiducia a gruppi di persone che dispensano altri generi di aiuto (per di più sconosciuti) insomma la zona confort è difficile da demolire, per loro funziona tutto bene così, quindi perché dare spazio ad altro?
L'unica via a mio avviso, è l'iniziativa personale: la fiducia alla persona, crea stima e considerazione verso ciò che propone, qualunque cosa essa sia. E' un percorso lunghissimo, che oltre ad essere molto impegnativo potrebbe non portare a nulla, oppure a tutto... Riflettendo sul Reiki in questo periodo di festività, mi sono trovata anche a pensare a cosa mi auguro possa manifestarsi nei prossimi anni, ed ecco qui cosa mi è venuto in mente: dopo tutto questo tempo trascorso nel mondo ospedaliero, quando non sarò più in reparto per il volontariato, la tecnica energetica che ho fatto conoscere, magari avrà assunto una così tale importanza che saranno gli infermieri stessi, e chissà anche i medici, a voler diventare operatori. Lo scopo mi auguro che sia quello che anima me attualmente, ovvero quello di mantenere ciò che di buono si aggiunge a quanto normalmente offrono oggi in neurochirurgia al San Filippo Neri di Roma e non solo. Questo sogno si realizzerà? Sarà solo il tempo a darmi la risposta.
Con il passare del tempo e con la costanza, sono riuscita a far capire loro che il Reiki non vuole proporsi come qualcosa che si sostituisca alla medicina, ma semplicemente come tecnica energetica in affiancamento alle terapie convenzionali. Ormai si sono resi conto da tempo che i pazienti, dopo aver ricevuto Reiki, diventano più "pazienti", sono più calmi, più fiduciosi, più concentrati verso la guarigione, vi sembra poco? Per me (ma anche per il personale medico ed infermieristico) è tantissimo, c'è sempre da tenere presente che  per le terapie ci sono i dottori, mentre  per la cura (dare attenzione, preoccuparsi ecc.) esistono operatori come noi, pronti a dare una mano, insomma mai proporsi come santoni perché non funziona. Tutto ciò è di vitale importanza per tutti quelli che soffrono, ma anche per chi si occupa dei malati, quindi uniamoci in uno sforzo comune, per il bene di tutti. 
Il Reiki inoltre riuscirà a farsi strada soltanto con l'amore per il prossimo e non per soddisfazione personale, in tanti vogliono fare volontariato in ospedale soltanto per trovare clienti da attivare o da trattare una volta fuori dalla struttura, non può e non deve essere questo lo spirito del Reiki, così non funziona.
L'amore è la calamita più potente al mondo, ma deve essere sincero ed incondizionato, per ricevere credibilità e fiducia da chi non ci conosce. E per ultimo direi  è necessario abbattere la paura che è l'esatto opposto dell'amore. La paura di sbagliare, di esser giudicati, di non ottenere ciò che vogliamo, limita ciò che è più che naturale nel Reiki, ovvero lasciar fluire e permettere che l'energia faccia il resto, sia nei trattamenti che nel futuro che sarà riservato al Reiki nel nostro paese. Grazie per essere arrivati a leggere tutto fino alla fine, spero ne facciate tesoro e vi adopererete sin da subito a seguire una via sincera del Reiki, con fiducia e con amore incondizionato,  libero da timori di qualunque tipo, affinché finalmente sia  accettato e sia chiaro a tutti che questa disciplina può fare solo bene ad ogni livello.
N.B. Il mio libro "Reiki il dono" edito dalla Om Edizioni, sulla mia esperienza di volontariato in ospedale, è facilmente reperibile. Chi vuole può prenotarlo negli stores online: Giardino dei Libri, Macrolibrarsi, Amazon ecc. Se vi recate alla vostra libreria preferita e non lo trovate, potete comunque ordinarlo.

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