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Come sono riuscita a portare il Reiki in ospedale

Spesso mi domandano come sono riuscita a portare il Reiki in ospedale. 
Le strutture sanitarie sono piuttosto restie ad aprirsi a cose nuove, anche se ci si poggia a delle associazioni spesso non si sa neanche da dove iniziare, anche perchè il Reiki è ancora sconosciuto ai più.
Personalmente ho scoperto il Reiki ad agosto 2013, in occasione di un intervento alla testa, ovvero l'asportazione di un meningioma cerebrale destro.

Ho ricevuto molto Reiki anche a distanza prima, durante e subito dopo l'operazione, e uscita dall'ospedale , mi sono fatta trattare regolarmente, una volta a settimana, raggiungendo ottimi risultati. Oltre al successo dell'intervento stesso (che è già un ottimo traguardo), la mia autoguarigione (è così che si chiama, visto che dopo l'intervento, i medici non possono far nulla ed è quindi il nostro corpo che lentamente si riprende da solo) si è velocizzata a tal punto che, pur avendo subito l'asportazione del meningioma (tumore benigno di 4,7 cm.) ho ripreso tutte le mie attività in poco più di venti giorni.

Dalla risonanza post operatoria effettuata dopo soli quattro mesi, risultava che il processo di guarigione era più avanti rispetto al tempo trascorso dall'intervento. Sto benissimo e la cicatrice alla testa non mi fa male neanche se cambia il tempo, nessun fastidio e nessuna conseguenza. Avendo sperimentato su di me l'effetto del Reiki, ho deciso io stessa di diventare operatrice Reiki e di proporre questi trattamenti energetici come volontariato in ospedale, proprio nello stesso reparto dove sono stata operata.
Dopo aver preso il secondo livello Reiki, ho preparato due relazioni sui trattamenti energetici, che ho presentato in una conferenza concessami dal Primario del reparto di neurochirurgia. A seguito di ciò mi è stato dato il permesso di proporlo ai pazienti. 
La mia quindi è un'iniziativa personale, non sono appoggiata a nessuna associazione di quelle che già praticano il Reiki da anni in vari ospedali italiani (basta fare una ricerca su internet per trovare informazioni in merito) . NON CHIEDETEMI QUALE PRASSI HO SEGUITO, ammesso e non concesso che ce ne sia una, io non l'ho messa in pratica. Ho solo il permesso del primario come detto prima e fornito assicurazione per rischi contro terzi.

Questo è stato il mio modo di arrivare al Reiki in Ospedale, pertanto se è anche vostra intenzione riuscirci, non scoraggiatevi se non sapete da dove iniziare, fermatevi, non fatevi domande, e ascoltate voi stessi. La soluzione è dentro ognuno di noi, e se portare il Reiki in ospedale è parte del vostro percorso, l'Universo vi offrirà i mezzi per riuscirci , proprio come è capitato a me.

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